Mi chiamo Robert Myladoor e l’arte è il mio linguaggio, il mezzo attraverso cui trasformo emozioni, pensieri e visioni in qualcosa di tangibile. Il mio percorso artistico nasce da una profonda esigenza di esprimermi, di esplorare il mondo attraverso forme e colori.
Attraverso la mia tecnica il “Quadrattismo”, cerco di creare un dialogo con chi osserva, invitandolo a immergersi nelle mie opere piene di colori e a trovare il proprio significato dentro di esse.
Il termine “Quadrattismo” deriva da “quadrato” che sono sempre presenti nei miei lavori sotta forma di quadratini colorati che cambiano a seconda della superfice che ricoprono sulla tela.
Il mio lavoro è influenzato da molti artisti dal quale ho potuto studiare ed esperimentare diverse tecniche che hanno portato ad uno stile tutto “mio” che però continua ad evolversi, e ogni creazione è un pezzo del mio viaggio interiore.
Nel mio lavoro, la donna è la protagonista assoluta. Attraverso pose provocatorie e sensuali, racconto il corpo femminile nella sua duplice essenza: da un lato, incarnazione della bellezza, dell’armonia e della perfezione; dall’altro, simbolo di desiderio, potere ed emancipazione.
Le mie opere esplorano la tradizione artistica che ha reso la donna musa ispiratrice e oggetto di contemplazione, ma al tempo stesso ne sovvertono i confini. Non si tratta solo di esaltare la grazia delle forme o di evocare l’attrazione dello sguardo, ma di restituire alla figura femminile una nuova centralità: quella di soggetto consapevole della propria presenza, del proprio fascino e della propria forza.
Ogni quadro è un dialogo tra estetica ed emozione, tra passione e autonomia. La sensualità non è solo un richiamo, ma un’affermazione di potere. La provocazione non è compiacenza, ma sfida. Le mie donne non sono oggetti, ma entità che dominano lo spazio e il desiderio altrui, ribaltando il concetto di osservatore e osservato.
Attraverso il colore, la luce e la composizione, cerco di creare un universo in cui il corpo femminile non sia solo ammirato, ma anche riconosciuto nella sua complessità: fragile e invincibile, etereo e carnale, libero e inaccessibile.
Le mie donne non chiedono il permesso di essere guardate. Esistono, nella loro forza e nella loro bellezza, con la sicurezza di chi sa di essere al centro della scena.
L’arte è un ponte tra il visibile e l’invisibile, un modo per dare voce a ciò che spesso resta inespresso.